Le particelle di toner avevano originariamente una dimensione media di 12 micrometri, ma con l'aumento della risoluzione delle stampanti a 600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 micrometri. Una ulteriore riduzione è necessaria per incrementare la risoluzione. La produzione è soggetta ad un controllo di qualità finalizzato a mantenere la dimensione delle particelle di toner entro una tolleranza limitata, che non deve variare molto da una particella ad un'altra. Il toner classico è di colore nero, ma naturalmente per le stampanti a colori esistono toner nei colori fondamentali giallo, magenta e ciano.
Nelle prime macchine il toner doveva essere versato da una bottiglia in una apposita apertura; oggigiorno invece si utilizzano apposite cartuccie usa e getta che includono il toner, i meccanismi per la sua distribuzione e a volte il tamburo fotosensibile. Queste cartucce, una volta esaurite, possono essere rigenerate da aziende specializzate.